Today Project

Musica e musicisti in prima linea

In ogni classe di tutte le scuole italiane ci sono due fantasmi. Fatti i calcoli, le proporzioni e rapportando le stime internazionali, quei due fantasmi su una classe ipotetica di 20 studenti, sono i ragazzi, sovente bambini, che non possono frequentare perché sfruttati o costretti, sin da piccoli, in schiavitù. Sul nostro pianeta, lo sfruttamento del lavoro minorile oggi colpisce circa 152 milioni di minori di cui 73 milioni nelle forme peggiori che impedisce loro una scolarizzazione adeguata e mette in pericolo la loro salute e la vita stessa.
Dati agghiaccianti dell’ILO (International Labour Organization) l’Agenzia specializzata delle Nazioni Unite, con sede a Ginevra, che si occupa dei diritti e dei principi fondamentali del lavoro e della giustizia sociale. Unica agenzia tripartita, è formata dalle rappresentanze dei Governi, delle Imprese e dei Lavoratori di tutte le Nazioni ONU.
L’ILO a fianco delle iniziative istituzionali e di legge per gli interventi di prevenzione, controllo e repressione, ha deciso di avviare una campagna di sensibilizzazione che riguardi non solo i governanti e le nazioni, ma anche tutti i cittadini, cominciando dai più giovani. E questo attraverso uno strumento comune, globale e partecipato, quale la musica. Nasce così “Music Against Child Labour” come manifesto dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, l’ILO, appunto che chiama a raccolta tutto il mondo della musica, linguaggio universale.
Lanciato a Parigi in occasione della Giornata Mondiale contro il lavoro minorile 2013 il Manifesto ebbe tra i primi firmatari i maestri Claudio Abbado, Daniel Barenboim e José Antonio Abreu.

La musica come collante, ma anche come detonatore.
All’appello in Italia hanno risposto un’associazione Carnevalspettacolo di Ghemme (NO) e un gruppo di musicisti con capofila Maria Olivero che collaborano dal 2007 con l’ILO e Maria Gabriella Lay, allora funzionario dell’ILO a Ginevra e responsabile della Campagna globale per la sensibilizzazione e l’informazione sullo sfruttamento del lavoro minorile e ideatrice, tra l’altro, di S.C.R.E.A.M, un programma in moduli per consentire ai giovani un corretto ed efficace approccio alla tematica.
Maria Olivero e l’Associazione Carnevalspettacolo hanno dato vita al progetto che, via via condiviso da artisti e da professionisti, è diventato Today Project. Il progetto è in totale sintonia con il Manifesto ILO del 2013 “Music Against Child Labour”e con la recente iniziativa ILO “Alliance 8.7” Il piano di lavoro è articolato in tre fasi: la canzone “Today Say No to Child Labour” documento di sensibilizzazione e denuncia; lo spettacolo “Joséphine Baker, Still my heart beats” di Maria Olivero; il coinvolgimento delle scuole in mostre, laboratori di musica e dibattiti. Da segnalare che lo spettacolo su Joséphine Baker darà inizio ufficiale al progetto partendo da una location significativa e istituzionale, probabilmente già in occasione della Giornata Mondiale contro il lavoro minorile 2017 (12 giugno).


Una canzone che unisce

Una canzone che unisce

La lotta dell’ILO adesso ha un inno

Maria Olivero ha ideato, composto e arrangiato la musica del brano pop “Today Say No to Child Labour” con testo di Elena Maro. La canzone è stata pensata come strumento per unire più voci nella lotta dell’ILO, che, nel 2013, ha espresso sull’opera il proprio apprezzamento con una lettera del “Dipartimento dei Principi e Diritti fondamentali del Lavoro”. La canzone “Today Say No to Child Labour”, viene promossa come momento e mezzo di condivisione della lotta allo sfruttamento del lavoro minorile: il senso è di unire le voci. È un richiamo forte al mondo della musica, di tutta la musica e di tutti gli artisti che vorranno, per la loro sensibilità, condividere questa posizione. E non solo gli artisti. Il Manifesto si rivolge a tutte le figure che operano nella e per la musica anche programmando eventi in cui più forme e generi musicali unite e mobilitate attraverso la canzone nella volontà di dare voce a chi non ce l’ha.

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TodayFestival

TodayFestival

Non solo musica, ma tutte le arti

In una città, in Italia o all’estero, ogni anno, le arti a confronto a tutela dei minori.
L’idea è quella di creare un festival del confronto delle varie forme di spettacolo che si raccolgano attorno alla canzone: “Today say no to child labour” per la sua vocazione ad essere momento di condivisione.
Artisti, formazioni e generi musicali diversi, poesia, letteratura, media e arte chiamati in un contesto che valorizzi e dia alla cultura significato differente. Questo momento di sintesi culturale sarà anche l’occasione per esporre i lavori e i risultati dei laboratori scolastici, perché è forte il legame fra Today Project e la scuola.
Si pensa ad una città in cui il Festival possa diventare un appuntamento annuale fisso. Ciò non esclude la possibilità di “incursioni” del Festival in altre città anche al di fuori dell’Italia.
Si sta pensando a Firenze come base per ciò che questa città rappresenta nel mondo intero dal punto di vista culturale e intellettuale

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Il mondo della scuola

Il mondo della scuola

Un coro ideale a difesa dei coetanei

Una parte significativa del progetto prevede il coinvolgimento del mondo della scuola con mostre, incontri e laboratori creativi da definire con le istituzioni, declinato sulla base dei cicli scolastici e in parte anche degli indirizzi di studio. L’idea è anche quella di portare “Today Say No to Child Labour” in tutte le scuole perché i ragazzi si uniscano in un ideale coro a difesa dei coetanei, allargando la sensibilizzazione ovunque.
In questa fase si utilizzerà anche la “Tela di Pinocchio” dipinto-progetto di denuncia dello sfruttamento minorile realizzato dagli studenti del Liceo Artistico di Bergamo e di Romagnano Sesia, per la Giornata mondiale contro il lavoro minorile 2008, nel quadro del programma dell’ILO SCREAM con cui si intendeva sostenere i Diritti dei Bambini attraverso l’Educazione, l’Arte ed i Media.

L’utilizzo della “Tela di Pinocchio” in questa occasione rappresenta l’ideale abbraccio fra l’intensa attività in difesa del mondo giovanile e la tutela dei diritti dei minori portato avanti da anni, ormai, dall’Associazione Carnevalspettacolo di Ghemme e il progetto Today Project in via di attuazione. Non un passaggio di testimone, ma quasi un abbraccio e un rinnovato e più articolato slancio in difesa di chi non ha tutele.

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Nel segno di Joséphine Baker

Nel segno di Joséphine Baker

Difesa dei diritti e contro lo sfruttamento

Maria Olivero e l’associazione Carnevalspettacolo di Ghemme (con la collaborazione dello storico Sergio Monferrini, i musicisti Vincenzo Zitello e Fulvio Renzi, del giornalista Mario Muda) stanno elaborando TODAY PROJECT, un progetto di sensibilizzazione sul tema dello sfruttamento del lavoro minorile e dei diritti più in generale.
Il progetto è in totale sintonia con il Manifesto ILO (Organizzazione Internazionale del Lavoro) del 2013 “Music Against Child Labour” e con la più recente iniziativa ILO “Alliance 8.7”.
L’idea è quella di coinvolgere il più possibile persone di differenti estrazioni culturali e interessi e mobilitarle attorno ad un progetto artistico e culturale con riferimento alla musica, sul problema dei diritti e dello sfruttamento del lavoro minorile.
L’Associazione Carnevalspettacolo e Maria Olivero collaborano con l’ILO dal 2007, in seguito all’incontro con la dottoressa Maria Gabriella Lay, allora funzionario dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro a Ginevra, responsabile della “Campagna Globale per la sensibilizzazione e l’informazione sullo sfruttamento del lavoro minorile” all’IPEC*, ideatrice di S.C.R.E.A.M. (“grido” in inglese e acronimo di Supporting Children’s Rights through Education, the Arts and the Media, programma strutturato in moduli per consentire ai giovani un corretto ed efficace approccio alla tematica). *IPEC: programma dell’ILO (International Programme on the Elimination of the Child Labour)

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